sabato 31 luglio 2021

Le uniformi

Mia nonna diceva che il bello è essere diversi: avere le scarpe diverse, il vestito diverso, il taglio di capelli diverso. E parlava della divisa da piccola italiana come di un orrore. Non credo che gli altri suoi vestiti da bambina fossero migliori, ma credo che fosse il concetto di divisa, di omologazione, ad infastidirla.

Oggi manca proprio questo: il gusto per la differenziazione. Invece di coltivare la propria diversità, si cerca di nasconderla fino ad annullarla. E non è così solo per i vestiti ma per l'editing dei libri, per la scelta dei ristoranti e delle vacanze. Il che genera appiattimento e tristezza. Perché se le persone accettassero la propria diversità e la coltivassero, sarebbero molto più interessanti.

Ho ripensato alla sua avversione per le uniformi l'altro giorno, mentre si parlava di quelle delle atlete alle Olimpiadi. Se non amo le uniformi è merito suo, della sua voglia di giocare con i vestiti, di cambiarli. 

La mattina di trent'anni fa, quando ho alzato la tapparella della mia camera e ho visto il solito mondo di sempre, sapevo che da quel momento sarebbe mancato per sempre un pezzo nella mia vita.



giovedì 29 luglio 2021

Le Olimpiadi

Quest'anno anche le Olimpiadi sono lagnose.

La Pellegrini, che lagnosa lo è sempre, è entrata nella storia, come quasi ogni volta che si mette il costume. Dopo è arrivata settima e se arriva settima una che ha vinto come lei, forse era il caso di ritirarsi prima.

Poi c'è il caso di tutte quelle atlete che, sulla scia di Sarah Voss, vogliono coprirsi e non si capisce il problema: che si coprano e non ci facciano la morale, che di morali ne abbiamo già sentite fin troppe.

Saranno il periodo e l'età ma mi sembra infinitamente più bello quando Florence Griffith vinceva, lanciando la moda delle unghie disegnate, che è stata seguita da generazioni per almeno vent'anni, e diceva di credere nell'impossibile. Poi hanno detto che era dopata, ma almeno vinceva, si decorava le unghie, si disegnava le tute che voleva e non si lagnava.


sabato 24 luglio 2021

Discorsi

Circa un mese fa, quando siamo finalmente riuscite a trascorrere un weekend al mare rimandato più volte, mia madre si è lamentata del fatto che io stia pochissimo al sole:

"Se non stai al sole ti ammali e muori." 

"Addirittura??"

"No, per carità, però ti si spaccano le ossa."

Ho letto che Draghi, nell'introdurre il green pass, ha detto più o meno: "Se non ti vaccini ti ammali e muori." 



Viene da pensare che Draghi copi i discorsi da mia madre.

La settimana scorsa, mentre rientravo dal lavoro, ho sentito Parenzo che invitava i rider a sputare nei piatti che consegnano ai non vaccinati, banditi dai ristoranti, e mi sono chiesta se Parenzo creda che i rider siano vaccinati. In un mondo in cui non facciamo nemmeno sedere ai tavolini di un bar i non vaccinati, facciamo trasportare il cibo in giro per la città a persone alle quali non offriamo nemmeno un bagno per le necessità fisiologiche che possono capitare in una giornata.

Da vaccinata per scelta e per convinzione, sto iniziando io stessa a dubitare di aver fatto la cosa giusta perché dopo quasi due mesi non sono ancora uscita dall'incubo e nemmeno dalle paure che ci hanno instillato in questi mesi, perché continuano a ribadirci che anche da vaccinati possiamo ammalarsi e contagiare. E dopo nove mesi il nostro vaccino scadrà e allora? Dovremo smettere di vivere (di nuovo!) fino a quando saranno in grado di darci un altro vaccino? 

giovedì 22 luglio 2021

Succede

Succede che all'improvviso qualcuno muoia per un motivo diverso da quello di cui si continua a parlare. E allora restano le famiglie spezzate, le case disabitate, i giorni non vissuti, le cose da fare, rimandate, che non si faranno più. Perché la vita è così, non si rimanda, e tutto quello che non si è fatto non lo si farà mai più. Tutto il nostro tempo buttato non lo recupereremo più.

Il nostro tempo non è infinito, quando sarò sotto terra mi dispiacerà per le cose che avrei voluto fare senza riuscire perché ero impegnata in tutto quello che non avevo voglia di fare. 


lunedì 12 luglio 2021

Gli Europei

 All'inizio dell'estate del 2012, una domenica sera, eravamo andati a uno show cooking di Bottura in piazza Mercanti e poi, siccome lo show cooking ci aveva fatto venire fame ma non avevamo mangiato niente, eravamo andati da Fresco e Cimmino. La pizzeria era piena ma ci avevano trovato un tavolo. Da una parte della sala avevo visto un ex collega, che allora incontravo spesso e che adesso non vedo da anni e ci eravamo salutati con la mano, da un tavolo all'altro. Vicino al muro c'era una tavolata di soli uomini, di cui riconoscevo solo Mancini. Quando finì di mangiare e si alzò a fare la fila per pagare, un ragazzino cercava di avvicinarsi il più possibile, senza farsi notare, mentre la ragazza scattava la foto con il telefono. Noi guardavamo la scena e ridevamo. Anche Mancini si accorse, rise e si avvicinò al ragazzo per fare la foto.

Mi è rimasto il ricordo di una serata serena in un periodo un po' malinconico, di cambiamenti non cercati.

Ieri sera, quando mio marito mi ha detto che avevamo vinto, ho ripensato a Mancini che regalava una foto a un ragazzo timido e sono stata felice. 

lunedì 5 luglio 2021

Raffaella Carrà

"È morta Raffaella Carrà" è la scritta che mi si è parata davanti stasera quando ho aperto internet. È stato come se qualcuno avesse sparato alla mia infanzia, alla bambina che sono stata e al mondo di allora. Un'infanzia, una bambina e un mondo che non ci sono più da un pezzo. Ma adesso è proprio così.