martedì 24 settembre 2024

Faticoso essere bambini oggi

Che fatica essere bambini oggi!
La generazione attuale di bambini credo sia quella che gioca meno, assediata da genitori-piovere, che vogliono sapere, seguire, decidere. Con chi giocano i loro figli? Dove giocano i loro figli? A cosa giocano i loro figli?
Per far giocare i bambini si pedonalizzano piazze, si chiudono strade a bassissimo traffico, però davanti alle scuole no, perché i genitori devono poterli andare a prendere, questi figli. E non sia mai che tornino da soli, addirittura con degli amici. Poi magari, l'anno prossimo, quegli stessi ragazzi per i quali bisogna pedonalizzare, quegli stessi ragazzi che non potevano andare da soli nemmeno sullo scivolo del giardino condominiale, andranno in bicicletta o in due sul monopattino, incuranti dei pericoli, convinti che il traffico si fermerà al loro passaggio.
Eppure credo che anche a questi ragazzi potrebbe piacere andare a scuola da soli, con gli amici, schizzandosi con gli ombrelli quando piove, correndo quando sono in ritardo, aspettandosi per attraversare la strada tutti insieme, tenendo per mano i più piccoli. E poi correre a giocare sfrenati, ovunque, a giochi inventati, senza genitori intorno.



lunedì 23 settembre 2024

Traffico in città

 Ci lamentiamo della città, di come è gestita e di come riusciamo (o non riusciamo) a viverla. Forse ci lamentiamo troppo, mi dicono che, se la lamentela fosse uba disciplina olimpica saremmo medaglia d'oro ma perché non dovremmo lamentarci dei bivacchi? Perché dovremmo accettare di vivere nello schifo delle bottiglie vuote trovate la mattina dopo e della gente che fa i bisogni contro gli alberi e i muri?
La verità è che se la lamentela fosse una disciplina olimpica noi non ci presenteremmo nemmeno. E qui sbagliamo, perché ci lamentiamo troppo poco, perché scriviamo un commento ma poi accettiamo la violenza di chi vive in una città e pretende di trasformarla in un paesino, con consiglieri convinti di essere animatori di un villaggio-vacanze, che postano foto del mangiafuoco.
Si parla di spazio pubblico,  di soldi pubblici,  ma i soldi pubblici sono quelli di chi si alza alla mattina e va a lavorare, magari facendo il meccanico o magari usando un'auto per andare e tornare dal posto di lavoro. Questi sono quelli che fanno la loro parte, non chi posta le foto del mangiafuoco.
Una città per definizione è un luogo di traffico e di auto e quando il traffico si ferma finiscono i soldi per fare qualsiasi cosa. Chi non vuole le auto e il traffico, forse ha sbagliato a vivere in città. Le persone si aggregano spontaneamente se le piazze sono sicure, se non hanno paura a uscire di casa. Riqualificare una piazza o una zona significa ben altro che pedonalizzare, che vietare i parcheggi per una domenica, ma costa fatica. Allora è molto più semplice impedire di parcheggiare e organizzare una domenica con divieti e mangiafuoco. 



domenica 22 settembre 2024

Ciao, Paola!

L'ho letto ieri sera, al termine di un sabato sera tranquillo: Paola Marella se n'è andata. E sembrava impossibile, guardando la vita che traboccava dal suo viso nella foto. 
Non la conoscevo ma ci eravamo incrociate qualche volta, per le strade della nostra città o sui social. Avevamo avuto qualche scambio, condiviso qualche opinione. 
Mi piacevano i suoi post, leggevo sempre la citazione del lunedì mattina, con cui dava il via alla settimana, mi piaceva guardare le foto con cui offriva suggerimenti su come arredare un terrazzo o rendere più fruibile un piccolo balcone. Oppure le foto di luoghi noti ma di cui magari restava da scoprire ancora qualcosa. 
Paola Marella era una persona gentile e sorridente, elegante di quell'eleganza che non ha bisogno di essere cercata. E nel suo sorriso, nel suo modo discreto di affrontare la malattia e di andarsene, ho trovato la milanesità vera, quella dei miei nonni e che qualcuno cerca di stereotipare, facendone un marchio insulso.
Paola Marella incarnava le caratteristiche della Milano che amo e che anche lei amava. Se n'è andata nell'ultima sera della stagione che preferiva e resta il vuoto che lasciano sempre le persone che riempiono lo spazio senza fare chiasso. 
Mi è tornata in mente una sera del tempo in cui lavoravo in centro e, uscita dall'ufficio, mi ero trovata davanti un cartellone posto accanto al Duomo, in cui presentava il suo nuovo programma. Ho pensato a quel periodo, a quanto tempo è passato senza che me ne accorgessi, al mio capo di allora, che se n'è andato poco più di un anno fa, senza che riuscissi a salutarlo.



domenica 15 settembre 2024

Chi va e chi viene

"È la vita", si dice. Alcune persone passano e se ne vanno. Altre arrivano. Altre tornano. Poi ci sono quelle che, pur essendo andate, restano sempre e te le ritrovi addosso, accanto, dentro nei momenti più impensati.
 

sabato 7 settembre 2024

La libertà

Alla fine è sempre la libertà che dà fastidio.
La libertà di essere come si vuole, di pensare oltre i luoghi comuni, di uscire dagli schemi nei quali vorrebbero relegarci.
La libertà di essere diversi da loro, di scegliere cose e percorsi differenti. 
La libertà di volere altro, di fare altro, di pensare altro. 
Non c'è davvero niente che fa arrabbiare più della libertà.