Ieri sera abbiamo visto "30 notti con il mio ex". Sono stata io a insistere, perché avevo voglia di una commedia, di qualcosa di divertente, che mi tenesse sveglia fino alla fine, in un venerdì sera in cui ero già assonnata.
Qualche battuta ogni tanto, per il resto una noia, un film senza senso.
Un film può essere bello senza essere cultura, restando solo intrattenimento, ma se è brutto è inutile tirere in ballo la cultura, sarebbe meglio fare meno film e farli meglio.
Mi è tornato in mente il libro su Dina Galli, che ho appena finito, il suo bisogno di autofinanziare i suoi spettacoli o di trovare qualcuno che li finanziasse. Sono convinta che anche oggi, se ci fosse questa necessità, ci sarebbe più impegno per la qualità di quello che si produce, meno spreco in film che non valgono la pena, meno storie basate sul nulla. Purtroppo invece c'è solo la voglia di fare un film tanto per farlo, per non farsi dimenticare e non perdere altre forme di guadagno. Il bisogno che un film si autofinanzi forse risolverebbe anche il problema dei film che non di riescono a vedere perché stanno fuori troppo poco, oppure perché vengono proiettati in orari improbabili. Credo che niente abbia fatto male al cinema come fargli perdere il contatto con chi i film dovrebbe (vorrebbe) vederli.