Ieri in comune.
"Hai l'appuntamento per rifare la carta d'identità?"
"Sì, alle 11:30."
"Hai la foto?"
Vorrei chiedere perché non ci diamo del lei, visto che non ci conosciamo, ma decido di evitare tensioni prima ancora di ricevere il biglietto per l'attesa.
Anche l'uomo prima di me e quello dopo hanno l'appuntamento alle 11:30, ma c'è solo uno sportello aperto e una carta d'identità richiede circa mezz'ora. Aspettiamo.
Poi entra un uomo e dice di aver perso i documenti.
"Hai l'appuntamento? No? Allora devi prenderlo e poi tornare."
"Ma c'è solo fra tre giorni, io ho bisogno un documento!"
"Devi avere l'appuntamento."
La donna accanto a me esplode, perché anche lei ha smarrito i documenti e da due giorni la rimbalzano da un ufficio all'altro e si sente clandestina. Ed entrambi si avvicinano allo sportello, perché senza un documento non possono andare da nessuna parte e hanno bisogno il documento per fare qualsiasi cosa. La denuncia non basta, non serve a niente, perché con la denuncia non si può fare nulla. Hanno fatto code e perso giornate di lavoro e questo documento sta venendo a costare una fortuna. L'uomo vuole un certificato con cui dichiarano che non possono fargli la carta d'identità. La donna vuole parlare con il responsabile.
Quando me ne vado, sono entrambi ancora davanti allo sportello, rivendicando il diritto a un'identità bloccata dalla burocrazia. Non so come sia finita, ma l'assurdità di questa situazione mi è rimasta addosso.

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