domenica 4 dicembre 2022

Per un caffè

"Hai due euro? Mi servono i soldi per il caffè."

Ho detto  una mattina in settimana a mio marito prima di uscire. È una conversazione che si ripete più o meno ogni dieci giorni perché a me non piace prelevare. Più che altro non mi piace digitare i tasti sudici e poi ho sempre paura che quello che mi sta dietro si avvicini troppo per leggere il pin, oppure che qualcuno, vedendo che mi allontano dal bancomat, dopo aver prelevato, pensi di derubarmi. Perché quando le cose ti sono successe pensi sempre che possano succederti ancora. 

Lui invece ogni tanto preleva perché dice che non si può farne a meno e spesso ha ragione, anche quest'estate, in Sardegna, in Austria, in Germania  ha avuto ragione. Così mi ha dato 50 euro.

"Ma no, non posso prendere il caffè con 50 euro!"

Alla fine, frugando in tutte le tasche possibili, abbiamo messo insieme 2 euro. Perché io pago sempre con il bancomat, ma pagare il caffè con il bancomat in effetti è da rompipalle,  più o meno come pagarlo con 50 euro.


lunedì 28 novembre 2022

I nostri ieri




Sono tanti i nostri ieri. È un calcolo che non riesco a fare e quando afferro quel numero lo mantengo per poco, poi lo perdo, inghiottito dagli oggi e dai domani.

A volte mi stupisco che sia passato così tanto e subito dopo mi sembra poco, tra tutte le cose che abbiamo fatto, quelle che ci sono riuscite e quelle che avremmo voluto ma non siamo abbiamo avuto. 

I nostri ieri sono tutti lì, impilati uno sull'altro, mentre i nostri oggi si aggiungono e si mescolano, confondendoli e confondendoci: siamo sempre quelli o forse siamo altri.

sabato 12 novembre 2022

Quello che si rimpiange

Alla fine quello che rimpiangiamo sono le cose che non abbiamo fatto, i figli che non abbiamo avuto, le persone che non abbiamo voluto conoscere.

Otto anni fa dicevo a mia madre: "Ma non la conosco, perché dovrei invitarla al mio matrimonio?"

"Ma la conosco io!" insisteva mia madre. Diceva che era una persona simpatica, allegra, piena di voglia di vivere. 

Otto anni fa non sapevo quanto mi sarei pentita di non averla invitata, di non averla conosciuta. Perché forse pensavo persino che prima o poi ci saremmo conosciute, in modo spontaneo, non come pretendeva mia madre. Perché avevamo tante cose in comune e forse ci avrebbe fatto piacere conoscerci.

E invece mia madre mi ha detto che è morta, che tutte le sue possibilità di conoscere e di vivere sono finite. Era allegra, simpatica, piena di vita, ma qualche mese fa l'aveva colpita una malattia che la voglia di vivere gliel'aveva fatta passare, perché la sua vita era diventata un inferno, perché non era più una vita, non quella che voleva vivere. 

Alla fine restano le cose che non c'è stato il tempo di fare,perché a volte il tempo finisce troppo in fretta. 




martedì 1 novembre 2022

1° novembre

Forse l'estate è finita. Forse sarà un inverno terribile ma almeno l'estate è terminata il 1° novembre in riva al mare.



domenica 2 ottobre 2022

La festa dei nonni




Giulia Torelli non l'avevo mai sentita nominare fino all'altro giorno, quando Selvaggia Lucarelli (e ogni tanto meno male che c'è la Lucarelli) l'ha massacrata. Ieri, per qualche motivo, mi è apparso il video in cui Giulia Torelli si è scusata per le sue parole e era ancora più antipatica che nel video in cui insultava i vecchi. Perché antipatico è il suo tono saccente, il modo di fare un po' seccato con il mondo, il suo disappunto di doversi scusare per qualcosa che tutto sommato doveva essere detto. Eppure, più delle sue parole, l'altro giorno mi erano rimasti impressi i pochi commenti che la difendevano, soprattutto quello di una ragazza che diceva che quelle cose erano vere perché i giovani adesso hanno problemi psicologici per colpa dei vecchi. E allora ho capito che questi ragazzi, che durante la pandemia sono stati diligentemente chiusi in casa a fare videogiochi, videoincontri, videolezioni, davvero credono di essere meno fortunati della generazione che è nata tra le bombe, che ha ancora vivi i ricordi delle corse nei rifugi e dei pasti rimandati a tempi migliori (e forse proprio per questo ha avuto voglia di costruirli, quei tempi migliori). È qualcosa che si è diffuso in modo sotterraneo, un solco che contrappone i giovani e i vecchi, come se davvero avessero interessi contrapposti, come se una categoria fosse la causa delle disgrazie dell'altra. Anche la campagna elettorale ha scavato questo solco, perché qualcuno ha visto il vantaggio che poteva derivare da questa contrapposizione. Come quella tra donne e uomini, tra Nord e Sud. C'è sempre una contrapposizione che per qualcuno può essere utile creare e alimentare. 

Intanto oggi è la festa dei nonni, girano vignette e frasi affettuose. Chissà se chi le pubblica si rende conto che sono quegli stessi vecchi di cui parla Giulia Torelli.

mercoledì 28 settembre 2022

La scuola è importante



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Stamattina ho portato due giacche che non metto più a una ragazza straniera e lei mi ha chiesto se avevo qualche soldo per ritirare un libro che ha prenotato in cartoleria per suo figlio. "Perché la scuola è importante," mi ha detto.

Ho chiesto come si trova e mi ha detto che è molto timido e si preoccupa di non riuscire a imparare "questa lingua".

Durante la giornata mi è tornata in mente più volte la sua frase: "Perché la scuola è importante". Ho pensato a come è bello che una ragazza come lei, che non ha un lavoro fisso, creda nella scuola come mezzo per dare a suo figlio un futuro migliore. 

Poi, mentre tornavo dal lavoro, mi sono passate davanti agli occhi le immagini dei ragazzi del liceo Manzoni, che protestano contro l'esito di un voto libero e democratico, come è stato quello di domenica. Ragazzi che invece avrebbero bisogno di andare a scuola per capire che la democrazia è rispettare quel voto e che le dittature sono sempre nate da qualcuno che voleva imporre la propria volontà con la prepotenza. Che un governo lo si può contestare per quello che fa o che ha fatto, non quando non è ancora formato. 

E subito dopo ho pensato che forse no, forse la nostra scuola non serve, se non è riuscita a insegnare nemmeno questo a dei ragazzi che fanno il liceo.

venerdì 23 settembre 2022

Autunno

Da un giorno al'altro era arrivato l'autunno in tutta la sua tristezza. - Due, Irène Némirovsky


Io ho un problema con l'autunno. Mi intristiscono le giornate che si accorciano, il buio che arriva nel mezzo del pomeriggio. I golfini e le giacche pesanti che sostituiscono quelle leggere, fino al cambio dell'armadio inverso, con i vestiti neri e i pantaloni che sostituiscono i vestiti chiari di cotone o di lino. Le coperte per imbottire il letto, che diventa più lungo da fare alla mattina. L'imballaggio e lo sbaraccamento dei mobili da esterno. 

È la malinconia dell'estate che muore e non c'è verso di tenerla viva. Poi, intorno a metà ottobre, la malinconia passa e subentra l'abitudine a perdere più tempo per vestirsi, con le calze e i cappotti, i piumini e l'attesa di una nuova estate.

Il 23 settembre, se potessi, premerei il pulsante per riavviare un'altra volta l'estate.