Ci sono volti che portano scritta sopra la nostra giovinezza. E li guardiamo cercando quei dettagli che ci riportano a noi, a quello che eravamo.
Il nostro amico se n'è andato. Da tanto tempo avevamo smesso di uscire tutti insieme, noi che per anni siamo andati dappertutto insieme. Le nostre vite si sono separate, disperse in direzioni diverse, verso problemi diversi.
E all'improvviso sono riaffiorate quelle foto, che nemmeno ci ricordavamo di avere fatto, e ci hanno rimesso davanti noi stessi, come eravamo allora, con la nostra giovinezza così lontana e vicina al tempo stesso.
Quando muore qualcuno, si porta via una parte di noi, ma ce ne restituisce anche un'altra.
Ci siamo ritrovati ancora insieme, arrivati dai diversi punti in cui le nostre vite ci avevano spinto, riannodando fili che si erano interrotti. È stato facile raccontarci gli anni vissuti senza vederci e scoprire che potevamo riprendere a parlare dal punto in cui ci eravamo lasciati, potevamo parlarci come allora, come se non ci fossimo separati, come se di lì a poco le nostre vite non ci avrebbero risucchiato di nuovo.
In qualche modo i ragazzi che siamo stati erano lì, ci guardavano, erano noi. E c'erano tutti, anche il nostro amico.

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