giovedì 23 luglio 2026

La maternità

La Fagnani mi è simpatica e proprio per questo mi è dispiaciuto quando mi è apparso il reel dell'intervista in cui Marzullo le ha chiesto se le sia mancato un figlio. Mi è dispiaciuto perché credevo che la Fagnani fosse una persona simpatica e ironica, capace di rispondere anche alle domande che lei fa a Belve. Perché è vero che quella di non rispondere è sempre un'opzione, ma è l'opzione che butta un'ombra un po' triste su chi la sceglie. E lei ha scelto di rispondere senza in realtà farlo, rimproverando l'intervistatore per una domanda a suo parere retrograda e perché secondo lei la maternità si esplica anche con gli amici e i cani.
Si diventa però madri anche nel 2026 e anche nel 2026 le donne devono fare i conti con l'essere o non essere madri. Non so se capiti anche agli uomini di dover fare i conti con la paternità, ma credo di sì. 
Io sono una donna e c'è stato un tempo in cui mi è mancato, e molto, non avere figli. Poi la mancanza si è affievolita, stemperata da tutte le cose che posso continuare a fare. Forse tornerà più avanti, tra qualche anno, magari quando sarò in un letto d'ospedale e nessuno verrà a trovarmi. Ma forse non verrebbe nessuno neanche se avessi dei figli. Perché immaginiamo i figli che non abbiamo avuto come degli esseri meravigliosi, capaci di ereditare le nostre migliori qualità e di evitare i peggiori difetti. E invece ci deluderebbero, come possono deludere solo le persone che amiamo di più e come un cane non deluderebbe mai. 



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