venerdì 23 settembre 2022

Autunno

Da un giorno al'altro era arrivato l'autunno in tutta la sua tristezza. - Due, Irène Némirovsky


Io ho un problema con l'autunno. Mi intristiscono le giornate che si accorciano, il buio che arriva nel mezzo del pomeriggio. I golfini e le giacche pesanti che sostituiscono quelle leggere, fino al cambio dell'armadio inverso, con i vestiti neri e i pantaloni che sostituiscono i vestiti chiari di cotone o di lino. Le coperte per imbottire il letto, che diventa più lungo da fare alla mattina. L'imballaggio e lo sbaraccamento dei mobili da esterno. 

È la malinconia dell'estate che muore e non c'è verso di tenerla viva. Poi, intorno a metà ottobre, la malinconia passa e subentra l'abitudine a perdere più tempo per vestirsi, con le calze e i cappotti, i piumini e l'attesa di una nuova estate.

Il 23 settembre, se potessi, premerei il pulsante per riavviare un'altra volta l'estate.

 


domenica 28 agosto 2022

L'ultima estate




Tre anni fa molti miei contatti, durante le vacanze, avevano fatto dei diari di viaggio, in cui alle foto avevano aggiunto le loro impressioni e gli aneddoti divertenti che erano capitati. Io, che mi ero limitata alle foto, alla sera, quando tornavo in albergo, mi divertivo a leggerli, soprattutto alcuni, davvero divertenti, erano diventati un appuntamento fisso. Quell'estate è stata l'ultima in cui sono stata convinta che il mondo occidentale non sarebbe mai cambiato. Ripensandoci adesso, era una convinzione ingenua, però io avevo sempre visto solo quel mondo e non mi sfiorava l'idea che potesse finire. 

Quest'estate ho visto tante foto, alcune con spiegazioni molto belle, ma mi apparivano mescolate a post su una campagna elettorale che si sta rivelando pessima e surreale rispetto ai problemi reali. 

Ho cercato di passare queste vacanze nel modo migliore, facendo le cose che avevo voglia di fare, con il retropensiero che forse sarà l'ultima volta, che forse tra un mese il mondo a cui ero abituata sarà scomparso, come è scomparso due anni fa, e quest'estate è stata solo un ultimo retaggio.

giovedì 18 agosto 2022

La vera Sardegna

Ha iniziato Bianca Pitzorno con un post indignato, con cui commentava un libro per la celebrazione dei 60 anni della Costa Smeralda, che per lei è una vergogna. 

Poi sono apparsi vari post di "sardi veri", che a Porto Cervo si vantano di non esserci mai stati. 

La sera di Ferragosto, mentre cenavamo sulla terrazza di un albergo, augurandoci che i lampi che vedevamo in lontananza fossero i fuochi d'artificio, mentre si alzava un vento che rendeva fastidioso stare seduti e cenare, dietro di noi una signora si è messa a parlare con i ragazzi del tavolo accanto. 

"Porto Cervo non ci è piaciuta," ha detto. "Troppo lusso e troppa ostentazione."

"Noi siamo a Baia Sardinia," hanno detto i ragazzi imbarazzati. "Non ci andiamo mai."

"Siamo stati nell'Ogliastra," ha continuato imperterrita la signora. "Lì sì che abbiamo trovato la vera Sardegna. Abbiamo mangiato il prosciutto e il formaggio fatti dai pastori."

"Veniamo sempre qui perché abbiamo gli amici," hanno detto ancora i ragazzi, quasi per giustificarsi.

"Non è la vera Sardegna".

Non so se sia la vera Sardegna e non so nemmeno se non lo sia. Eppure la Sardegna l'ho girata, so che il mare bello lo si trova in qualsiasi angolo, più difficile da trovare, in certe zone, è un ristorante per cenare almeno alla sera e per farlo a un'ora decente, senza dover tornare prima dalla spiaggia. Ma perché mai la Costa Smeralda, i ristoranti aperti a tutte le ore, in cui si può mangiare quello che si vuole, non dovrebbero essere sardi quanto il formaggio del pastore?

Diciamo sempre che siamo un paese che dovrebbe vivere di turismo ma poi, quando qualcuno ci riesce, il turismo non ci piace  più. 




lunedì 25 luglio 2022

La battuta facile






E poi c'è la battuta facile, la risposta che ti ritrovi tra le labbra senza fatica. Basterebbe non fermarsi a pensare e buttarla lì, senza grandi problemi. Perché in fondo chi se l'è cercata l'ha voluta.

Perché non l'hai detta?

Perché ogni tanto è bello essere diversi. Diversi da loro e diversi da chi siamo stati. O forse soltanto perché ad un certo punto non si ha più voglia.

mercoledì 20 luglio 2022

Il sole

Io amo la notte. Amo tirare tardi, i discorsi sussurrati nel buio, le risate che rompono il silenzio. Amo andare a letto tardi e mettere la sveglia a mezzogiorno, solo per essere sicura di non dormire oltre.
Sono una dormigliona, anche se mi sveglio sempre presto, perché non ho mai tempo di dormire, e ho imparato a farmi bastare quelle poche ore di sonno. E apprezzo le dormite della domenica.
Eppure amo l'alba e amo il sole all'alba e le giornata che inizia. Comunque sia.



martedì 12 luglio 2022

Razionamenti

Razionamenti è la parola più usata in quest'estate in cui dovrei essere contenta perché fa finalmente caldo, e invece l'incubo della siccità e del razionamento dell'acqua fanno quasi sperare che piova. E poi anche se piove dicono che non servirà. 

E si parla di razionamenti per l'autunno e l'inverno. Razionamenti di luce, di gas. Si parla addirittura di coprifuoco per negozi e locali. Ancora coprifuoco, una parola assurda, eppure abbiamo vissuto per mesi con il coprifuoco e nemmeno tanto tempo fa. 

Se ne andranno posti di lavoro, attività polverizzate.  E se ne andrà anche la nostra vita, sprecata ad aspettare tempi migliori,  mentre i tempi migliori sembra che se ne siano andati definitivamente con il 2019. 

"Oggi desiderare la normalità è davvero trasgressivo", ha scritto Stefano Burbi. Non avrebbe potuto descrivere meglio questa paura che ci portino via una vita normale. 


domenica 10 luglio 2022

Via Tortona

"Ma cosa fai, fotografi la banlieu?"

"A me la banlieu piace."

Via Tortona è così, proiettata verso il futuro e la sperimentazione, con il Mudec, gli studi di architettura, i laboratori della moda. E poi c'è il ponte di ferro, chiuso per lavori chissà da quanto e chissà ancora per quanto. Un altro ponte la collega all'altra parte della città, ma qui è ancora visibile quello strato di storia recente eppure già dimenticata, il ricordo del naviglio, dei panni lavati sulle sue sponde, delle case di ringhiera, dei sogni di un futuro che non si osava immaginare.

È qui che si fa la città e è qui che è rimasta quella che era.