lunedì 25 luglio 2022

La battuta facile






E poi c'è la battuta facile, la risposta che ti ritrovi tra le labbra senza fatica. Basterebbe non fermarsi a pensare e buttarla lì, senza grandi problemi. Perché in fondo chi se l'è cercata l'ha voluta.

Perché non l'hai detta?

Perché ogni tanto è bello essere diversi. Diversi da loro e diversi da chi siamo stati. O forse soltanto perché ad un certo punto non si ha più voglia.

mercoledì 20 luglio 2022

Il sole

Io amo la notte. Amo tirare tardi, i discorsi sussurrati nel buio, le risate che rompono il silenzio. Amo andare a letto tardi e mettere la sveglia a mezzogiorno, solo per essere sicura di non dormire oltre.
Sono una dormigliona, anche se mi sveglio sempre presto, perché non ho mai tempo di dormire, e ho imparato a farmi bastare quelle poche ore di sonno. E apprezzo le dormite della domenica.
Eppure amo l'alba e amo il sole all'alba e le giornata che inizia. Comunque sia.



martedì 12 luglio 2022

Razionamenti

Razionamenti è la parola più usata in quest'estate in cui dovrei essere contenta perché fa finalmente caldo, e invece l'incubo della siccità e del razionamento dell'acqua fanno quasi sperare che piova. E poi anche se piove dicono che non servirà. 

E si parla di razionamenti per l'autunno e l'inverno. Razionamenti di luce, di gas. Si parla addirittura di coprifuoco per negozi e locali. Ancora coprifuoco, una parola assurda, eppure abbiamo vissuto per mesi con il coprifuoco e nemmeno tanto tempo fa. 

Se ne andranno posti di lavoro, attività polverizzate.  E se ne andrà anche la nostra vita, sprecata ad aspettare tempi migliori,  mentre i tempi migliori sembra che se ne siano andati definitivamente con il 2019. 

"Oggi desiderare la normalità è davvero trasgressivo", ha scritto Stefano Burbi. Non avrebbe potuto descrivere meglio questa paura che ci portino via una vita normale. 


domenica 10 luglio 2022

Via Tortona

"Ma cosa fai, fotografi la banlieu?"

"A me la banlieu piace."

Via Tortona è così, proiettata verso il futuro e la sperimentazione, con il Mudec, gli studi di architettura, i laboratori della moda. E poi c'è il ponte di ferro, chiuso per lavori chissà da quanto e chissà ancora per quanto. Un altro ponte la collega all'altra parte della città, ma qui è ancora visibile quello strato di storia recente eppure già dimenticata, il ricordo del naviglio, dei panni lavati sulle sue sponde, delle case di ringhiera, dei sogni di un futuro che non si osava immaginare.

È qui che si fa la città e è qui che è rimasta quella che era. 




domenica 26 giugno 2022

Parigi




La prima volta che ci sono venuta avevo 15 anni, eravamo di ritorno da un giro ai castelli della Loira, è stata la prima capitale europea, il primo viaggio all'estero, tutto il resto è venuto dopo.

L'ultima volta avevo 35 anni, dormivo a Saint Quentine en Yveline, perché mio marito lavorava lì. Avevo girato da sola per un giorno intero, avevo ritrovato i ricordi di tutte le volte che ci ero tornata, ero tornata a Saint Germain des Pres, avevo rivisto la fermata del metrò che era stata la mia, l'albergo dove avevo dormito, la libreria L'écume des pages, dove avevo passato tante sere d'estate con mia sorella. Avevo rivisto i nostri vent'anni. 



Avrei voluto tornare prima, ma il tempo è passato in fretta. Tornare a Parigi vuol dire ritrovare il filo dei ricordi, riannodare quel  filo e poi lasciarlo sapendo di ritrovarlo.



sabato 11 giugno 2022

Sciascia e referendum

"Si vota? Domenica si vota???" mi chiede ogni tanto qualcuno.

È incredibile che così tante persone non sappiano che domenica si voterà e ancora più incredibili sono i commenti di chi sa che si voterà. Li ho letti in varie pagine, ma soprattutto in quella di Mentana, proprio dove lui annunciava uno speciale in cui avrebbe illustrato le ragioni del sì e del no. E da qui sproloqui sul fatto che i quesiti del referendum non ci riguardano, che i parlamentari delegano a noi le decisioni che dovrebbero prendere loro (per noi), ma soprattutto che l'argomento è troppo tecnico. 

Ogni volta che leggo questi commenti mi viene una gran tristezza e non solo perché stiamo perdendo un'occasione, perché i referendum non raggiungeranno il quorum e avremo ottenuto solo uno spreco di soldi, ma perché poi queste persone voteranno alle amministrative e alle politiche con la stessa inconsapevolezza, senza rendersi conto che anche comprendere le politiche economiche, fiscali, sociali di un partito o di un candidato è una questione tecnica, che richiederebbe di informarsi, almeno un po'.

E come ogni volta, mi sono tornate in mente le parole di Sciascia:


Questa della «immaturità» degli italiani a fruire di certe libertà, e in definitiva della libertà, è amena e al tempo stesso penosa opinione, se dai vertici che la pronunciano scende a trovar largo consenso alla base.




sabato 28 maggio 2022

Bombshell


Finalmente ieri sera ho visto Bombshell, un film di cui avevo sentito tanto parlare e che non sapevo se mi sarebbe piaciuto. E invece mi è piaciuto molto. In parte per la bravura degli attori, in parte per gli spunti che offre. Eppure c'è qualcosa in questa storia che mi riporta sempre lì, su quel discorso così complicato delle molestie, che in realtà complicato non dovrebbe essere perché è molto semplice: le molestie si rifiutano, si oppone un muro e non si deve lasciarlo scalfire, fine. La donna che cede alla molestia, che la accetta per ambizione, per raggiungere una posizione diventa parte di quel sistema, lo legittima e mette fuori gioco le altre, quelle che la rifiutano, quelle che pur volendo quella posizione non vogliono raggiungerla così. Guardando questo film mi sono sentita ancora una volta dalla parte delle altre, quelle che non conosciamo, perché si sono opposte alla molestia e proprio per questo sono rimaste nell'oblio. E magari, se la competizione si fosse svolta con altre armi, sarebbero state loro quelle famose. Ma non possiamo saperlo perché le donne che hanno accettato la molestia hanno deciso diversamente. E no, non sarò mai dalla parte di chi ha fatto carriera e ha raggiunto determinate posizioni (forse anche a scapito di altre donne) e poi, una volta ottenuto il potere, si sveglia e denuncia la molestia. Non vedo grandi differenze tra queste donne e l'uomo che le ha molestate.


E no, non è che bisogna trovarcisi per parlare perché io mi ci sono trovata e il mio stupore è stato nel vedere lo stupore di un uomo abituato a non vedersi mai opporre un rifiuto perché tutte quelle prima di me avevano accettato le regole di quel gioco. E no, non mi sono mai posta le domande che si pone il personaggio di Margot Robbie alla fine perché io, che ho dubbi su tutto, non ne ho avuti sul mio comportamento, sapevo di non aver fatto nulla per giustificare quelle molestie e sapevo di poter pretendere di non stare a quel gioco.