Da qualche giorno si parla del nuovo regolamento della Scala, che vieta canottiere, bermuda, infradito. Sono rimasta stupita perché ero convinta che queste regole già esistessero, che non si potesse entrare alla Scala vestiti da spiaggia. Mi stupisce anche che finora abbiano fatto entrare qualcuno con un abbigliamento del genere. E non perché la Scala debba essere un luogo per ricchi in abiti costosi, ma proprio perché si può essere vestiti in modo decente e adatto al luogo anche spendendo poco, anche riciclando vestiti di tutti i giorni. Sempre che si sia stati abbastanza lungimiranti da comprare vestiti decenti.
A me i vestiti piacciono e il discorso dei vestiti mi appassiona. Credo che vestire in modo adeguato al tempo e al luogo sia sintomo di quello che si è, di come ci si pone davanti alle cose e davanti a sé stessi. Da questo dipende anche il modo in cui le si vive. Tanti anni fa compresi che l'inverno diventava più bello se, invece di infagottarmi in abiti pesanti e informi, indossavo vestiti che mi piacevano, se cercavo gonne, maglioni e stivali, ma anche cappotti, che mi facevano sentire a mio agio e mi facevano odiare meno il brutto tempo. Chi odia l'estate e si lamenta per il caldo, forse dovrebbe sostituire i jeans e le scarpe da ginnastica con abiti di lino e scarpe leggere, che la rendono più sopportabile. Chi ama la Scala però dovrebbe rispettarla abbastanza da indossare abiti decenti. Che poi, cercare vestiti, è sempre divertente.

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