sabato 26 luglio 2025

È sempre questione di vestiti

Alzare la tapparella e ritrovarsi davanti una giornata grigia e piovosa che sembra novembre anche se è luglio è una delle cose che mi rendono più nervosa. È così da sempre e non posso farci niente: in estate voglio l'afa e il caldo. Poi in inverno ho imparato ad accettare la pioggia e il freddo, mentre chi non ama l'estate non si rassegna e continua a combatterla a colpi di lamentele, misurazioni fantasiose dei gradi, aria condizionata che simula le stesse temperature di quando, in inverno, alzano il riscaldamento oltre i limiti della vivibilità. Intanto continuano a girare, con scarpe da ginnastica e jeans, lamentandosi per il caldo.
E così ho ripensato a quando io ho iniziato ad accettare l'inverno. È stato quando ho imparato a scegliere i vestiti invernali, perché, anche se fa freddo e ci si deve coprire, si può farlo meglio. Meglio non è per tutti uguale, ma è quello che fa sentire una persona a proprio agio, che la fa sentire felice di svegliarsi e vestirsi per uscire, anche se il tempo non è quello che vorrebbe. Il vestito è una cosa seria, non solo perché indica come ti poni nei confronti degli altri, ma anche perché ti fa sentire a tuo agio o a disagio. Perché è quello che determina la tua giornata e può cambiare la percezione di quello che ti capita. In ogni stagione e senza tediare gli altri. 



Nessun commento:

Posta un commento