sabato 5 luglio 2025

Nozze a Venezia

È passata una settimana dalle nozze di Bezos a Venezia, eppure i commenti non si sono ancora spenti. La maggior parte è esilarante: si parte dalla lotta di classe e si arriva fino alla volgarità dell'ostentazione della ricchezza. 
C'è chi dice che Bezos si è arricchito senza redistribuire nulla, dimenticando che anche organizzare un matrimonio monumentale significa redistribuire. C'è chi minimizza la sua donazione, perché tanto per lui vale come per altri un etto di focaccia, senza capire che la differenza sta proprio qui: è meglio che Venezia sia presa d'assalto da un turismo che si compra un etto di focaccia o dal riccone di turno, cha dà lavoro agli alberghi superstellati, nei quali altrimenti non andrebbe nessuno? 
Per me deve esserci posto per entrambi e se c'è il riccone che ogni tanto si sposa a Venezia, è più facile che si crei lo spazio anche per chi si compra un etto di focaccia 
La cosa più triste sono però i commenti sulle mogli di Bezos. Da un lato disegnano la prima moglie come una sfigata, mollata per quella più giovane e bella, saltando il particolare che la prima moglie è quella più giovane e che proprio lei si è già risposata e ridivorziata, con un menefreghismo tutt'altro che sfigato.
Della nuova moglie non si fa altro che parlare di quanto si sia rifatta e risiliconata, dimenticando il suo lavoro e, soprattutto, che rifarsi, come non rifarsi, dovrebbe essere una scelta di libertà individuale, una cosa molto personale, che non riguarda gli altri. 
Non è invidia sociale, dicono e ribadiscono quelli che hanno basato la loro vita sulle conoscenze esclusive, sugli eventi privati, sugli acquisti tramite il passaparola. Quelli che sono ricchi e nobili per nascita e che restano tali anche quando scendono in battaglia per la lotta di classe. Tutte le loro sicurezze fondano sull'aver imparato dalla nascita che non si dice "buon appetito" e nemmeno "piacere". Sono quelli che hanno sempre frequentato le persone giuste e che hanno la mentalità così aperta da riconoscere sempre la marca dei vestiti delle persone che hanno di fronte. Sono quelli che partecipano a eventi sfarzosi ma inorridiscono se Bezos usa la sua per organizzarsi il matrimonio. Sono quelli che stanno dalla parte dei più deboli ma non sopportano la mancanza di stile di chi, lavorando, si è arricchito. E verrebbe da far notare che lo stile, quello vero, ce l'ha insegnato un secolo fa una donna che si è arricchita con il suo lavoro, Coco Chanel. 

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